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Zodiac, da Adriano Olivetti a Guido Canella

Enrico Bordogna

Abstract


Nell’estate-autunno 1988, l’editore Renato Minetto propose a Guido Canella di dirigere la nuova serie della testata olivettiana «Zodiac». I numeri usciti, con periodicità semestrale, sono stati 21, tanti quanti quelli della prima serie uscita tra 1957 e 1972. Numeri monografici e numeri miscellanei si sono alternati in misura pressoché equivalente. A loro volta i numeri monografici hanno affrontato temi tipologici (teatro, museo, università, palazzo di giustizia), o temi contestuali (Latinoamerica, California, Olanda), o ancora temi specifici come “Quella terza generazione di Giedion”. Tutti i numeri, monografici o miscellanei, erano introdotti da un editoriale di forte impegno teorico e da uno o più saggi storico-critici, seguiti da una rassegna di progetti e architetture dei protagonisti dell’architettura contemporanea internazionale, corredati da una ampia documentazione descritta dagli stessi autori senza alcun commento esterno, nell’idea che opere e progetti parlassero per se stessi, lasciando al lettore il personale giudizio senza alcuna mediazione redazionale se non la scelta della pubblicazione.

Parole chiave


Riviste di Architettura; Guido Canella; Zodiac; Adriano Olivetti; Critica



DOI: http://dx.doi.org/10.1283/fam/issn2039-0491/n43-2018/85

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