Recensioni



Mauro




Il realismo eclettico di Amann, Cánovas e Maruri





Lo studio guidato da Atxu Amann, Andrés Cánovas e Nicolás Maruri (Temperaturas extremas) è un “ufficio per servizi d’architettura” a suo modo singolare. Basta confrontare la teca di legno che costituisce il Museo delle mura arabe a Murcia; l’acciaio corten traforato che definisce la complessa volumetria del centro visitatori di Monteagudo; l’articolata geometria della copertura dei resti romani a Cartagena, composta da una struttura di acciaio, lamiera forata e policarbonato. O ancora: la struttura di ferro zincato e maglia stirata della passerella lanciata sopra i resti archeologici a Murcia; la gabbia metallica nel museo della Curia romana o, infine, il tessuto che riveste il padiglione dell’Expo di Dubai 2020. Basta confrontare, dicevo, questi e altri progetti per accorgersi della straordinaria versatilità progettuale dello studio madrileno. Ma non si tratta, evidentemente, solo di perizia tecnica, c’è qualcosa che ha a che fare anche con la “genetica” dell’architettura spagnola contemporanea: «ogni questione architettonica», scrive a tal proposito Fabio Guarrera nel puntuale saggio introduttivo, «è infatti da sempre affrontata dagli architetti spagnoli con il realismo eclettico che fa del riferimento all’occasione specifica il punto di partenza del progetto». Ecco, dunque, il centro del problema critico che emerge dalla lettura del libro: progettare – e costruire, dettaglio non da poco – «senza pregiudizi etici, né estetici». Che significa, per lo studio A.C.M., dare risposte progettuali, anche stilisticamente differenti, per affrontare senza preconcetti le diverse problematiche poste dalla funzione e dal sito. Vuol dire insomma, come sottolinea Fabio Guarrera, essere «dichiaratamente indifferenti a qualsiasi ideologia stilistica precostituita». E di fatto, sfogliando i progetti illustrati in queste pagine, s’avverte un che d’inafferrabile, di refrattario alla nostra manìa tassonomica di etichettare gli autori in funzione delle loro arguzie stilistiche.
Ci sono tuttavia altre cose che le opere dello studio A.C.M., il saggio di Guarrera, l’introduzione di Emilio Tuñon e la bella postfazione di Maria Argenti mi hanno suggerito, e sono questioni che hanno a che vedere con l’insegnamento della progettazione architettonica oggi. Amann, Cánovas e Maruri sono docenti della ETSAM di Madrid, e sono inoltre nati tutti e tre nei primi anni Sessanta, con una formazione, dunque, saldamente novecentesca; eppure la ricerca teorica del mondo universitario non li imprigiona, come spesso accade, in granitiche certezze che ne atrofizzano la versatilità progettuale. Anzi, appare sorprendente la loro straordinaria apertura alla sperimentazione architettonica sui linguaggi contemporanei; inoltre lavorano in gruppo, e poche cose come lavorare in gruppo garantiscono l’impossibilità di perseguire una coerenza stilistica.
Concludendo, alla luce di queste considerazioni, ma soprattutto delle opere di A.C.M., così ampiamente descritte dal saggio monografico di Guarrera, sembra quasi evidente che i componenti dello studio approvino questa sentenza del maggiore filosofo spagnolo del novecento, José Ortega y Gasset – filosofo peraltro citato dall’autore come uno dei più influenti nella filosofia progettuale del trio madrileno: «se un architetto fa un progetto che mostra un ammirevole stile personale non è, strettamente parlando, un buon architetto».

Alessandro Mauro



Scheda libro

Autore: Fabio Guarrera
Titolo: Amann Cánovas Maruri
Sottotitolo: Architecture as eclectic pragmatism
Lingua del testo: Italiano e inglese
Editore: Libria
Caratteristiche: 17 x 21 cm, 196 pagine, brossura, colore
ISBN: 9788867642830
Anno: 2023