Recensioni
La ricerca sulla modernizzazione umanizzata svedese ovvero il «caso» acceptera
A cura di: Eugenio Lux
Titolo: acceptera
Lingua: Italiano
Editore: LetteraVentidue
Caratteristiche: formato 16,5x24 cm, 284 pagine, brossura, bianco e nero
ISBN: 978-88-6242-979-5
Anno: 2024
A quasi un secolo dalla sua pubblicazione in Svezia nel 1931 acceptera, testo emblematico per il movimento funzionalista che in quegli anni riscuote ampio e immediato consenso in tutti i paesi nordici, viene per la prima volta tradotto in italiano. Il curatore Eugenio Lux qui anche in veste di traduttore contribuisce in questo modo alla diffusione anche nel nostro paese di una pubblicazione tutt'oggi considerata seminale dagli studiosi di storia dell'architettura contemporanea. Il volume edito da LetteraVentidue ha inoltre il pregio di aver scelto la forma anastatica che restituisce a pieno il pensiero degli autori (gli architetti Gunnar Asplund, Wolter Gahn, Sven Markelius, Eskil Sundahl, Uno Åhrén e lo storico dell'arte Gregor Paulsson) anche attraverso un importante contenuto iconografico con decine di immagini e disegni. Il volume si apre con la breve prefazione di Marco Biraghi seguita dall'introduzione di Eugenio Lux (entrambe numerate fuori testo) che aprono al cuore del volume con le 201 pagine della traduzione. Concludono l'opera editoriale la postfazione di Luca Ortelli e una ricca appendice curata ancora da Lux che comprende un apparato di note utili a una lettura più dettagliata dei riferimenti culturali e storici di acceptera, la contestualizzazione di parte delle immagini, la bibliografia estesa a un panorama internazionale e non ultimo le schede biografiche dei sei autori.
Il volume è legato alla celebre Stockholmsutställningen (Esposizione di Stoccolma) curata dagli stessi estensori di acceptera nell'estate 1930 e rispetto alla quale costituisce un efficace puntualizzazione teorica e didattica. Come ravvisano nei loro testi Biraghi e Ortelli il libro ha l'ambizione di comunicare con efficacia e di non banalizzare il significato della rivoluzione funzionalista cercando innanzi tutto di allargare la platea dei lettori oltre gli architetti senza polarizzare dunque l'attenzione su argomenti meramente tecnicistici o esclusivamente sulle questioni più care al movimento moderno (in primis l'abitazione). Ampliare lo spettro tematico mettendo in primo piano aspetti sociali e valoriali ritenuti dagli autori imprescindibili per consolidare una vera e propria rivoluzione non solo architettonica ma anche culturale, sostanzia così efficacemente l'ambizione auspicata dai protagonisti del movimento moderno svedese. acceptera affronta dunque una varietà di tematiche propedeutiche quelle più strettamente pertinenti la ricerca sul linguaggio (tra queste in particolare il contesto culturale e sociale svedese, la standardizzazione, il rapporto tra industria e artigianato piuttosto che il legame tra nuovo e vecchio, la struttura della città moderna e il rapporto con l'antico, diversi ambiti inerenti il tema della casa e dell'abitare, ecc.) che preludono nell'atto conclusivo, con l'invito fatto dagli autori nell'ultimo capitolo ad «…. accettare la realtà presente», a non «…scappare dal nostro tempo» sottolineando che «Chi non vuole accettare, non potrà collaborare allo sviluppo della cultura. Sprofondera in una posizione insignificante di amaro eroismo o di scetticismo mondano».
Nell'introduzione al volume (pp. XI-XLII) Eugenio Lux ci guida alla lettura e alla disamina di alcune delle peculiarità presenti in particolare sotto forma di immagini che fanno riferimento anche ad ambiti geografici ulteriori rispetto quello scandinavo, all'architettura e alle teorie dell'abitare e del costruire tedesche piuttosto che statunitensi soprattutto per le frequentazioni avute da alcuni degli autori e in particolare da Sven Markelius, definito dal curatore il funzionalista più ortodosso del gruppo. Questi e molti altri temi quali un'ipotesi sulla paternità dei testi presentati dagli autori come frutto di un lavoro corale e dunque mai compiutamente svelati piuttosto che la forma grafica scelta per l'impaginato trovano spazio nella ricerca di Lux utile a contestualizzare con efficacia e puntiglio acceptera quale «caso» editoriale e teorico emblematico del Novecento.
Giovanni Bellucci