Fig.
1 - Ignazio Gardella in uno scatto della fine degli anni Trenta.
Fig.
2 - Ignazio Gardella ritratto nella biblioteca dell'appartamento di via
Marchiondi a Milano, accanto al busto in marmo del bisnonno, opera
dello scultore Santo Varni s.d. (1955-1960 circa).
12.000 volumi tra saggi, antichi trattati, manuali
dell’architetto e dell’ingegnere, dispense
universitarie, riviste di settore, opere di narrativa. Una biblioteca
grande e articolata, sempre in continuo aggiornamento, composta da
un’ampia gamma di titoli che abbracciano diversi generi e
discipline.
Questo, in grandi linee, il patrimonio che costituisce
l’importante e imponente biblioteca di Ignazio Gardella. Una
grande biblioteca che era andata costituendosi nel tempo e il cui
nucleo originario va fatto risalire all’Ottocento, alle
acquisizioni della famiglia. Come è notissimo Ignazio
Gardella discende da una dinastia di architetti e ingegneri –
ricordiamo, in successione, il bisnonno Ignazio senior (1803-1867),
ingegnere architetto civile e idraulico, il nonno Jacopo (1845-1923),
architetto, il padre Arnaldo (1873-1928), ingegnere civile –
e fin da giovanissimo entrò in stretto contatto con il mondo
dell’arte, dell’architettura, della costruzione,
anche attraverso i libri.
È lo stesso Gardella a ricordare quando, molto prima di
intraprendere gli studi universitari, si esercitava nel disegno degli
ordini architettonici, nella copia delle tavole dei trattati di
architettura.
«Avevamo una collezione di libri di architettura abbastanza
belli e all’età di otto-nove anni ho cominciato a
guardarli … Mio padre voleva farmi entrare nella testa
l’architettura, mi faceva disegnare le colonne, i capitelli,
le modanature copiandole dai libri, non certo con mio grande piacere
allora. Penso comunque che sia stato un esercizio
utile…»
(Monestiroli, 1997, pp. 6-7).
Di questo esercizio che, da giovanissimo, dovette risultargli noioso,
capì pienamente l’importanza in età
adulta. Perché questa conoscenza profonda degli elementi
architettonici, delle loro regole intrinseche, del disegno e del farsi
delle forme, è stata sempre un’importante
caratteristica del suo lavoro, uno dei fili conduttori della sua
attività di architetto.
La parte più consistente della biblioteca è
conservata dalla famiglia, mentre solo una selezione di libri e riviste
è confluita nella collezione del CSAC, dove è
custodito l’archivio dei disegni di Ignazio
Gardella.
L’intento di questo studio è di redigere un
catalogo ragionato e tematico di questo importante patrimonio,
ricostruendo laddove possibile la sequenza delle acquisizioni e
individuando le principali voci, calcolando la consistenza argomento
per argomento. Elementi, questi, che potranno contribuire ad
evidenziare le principali fonti di ispirazione
nell’attività progettuale di Gardella,
nonché a comprenderne più a fondo il metodo di
lavoro.
La ricerca non si propone di costruire meccanicamente riferimenti
diretti tra le fonti e i progetti, ma di contribuire ad arricchire le
conoscenze sulla sua opera in senso più ampio, per
comprendere il metodo di progettazione, lo svolgersi del processo
creativo e la modalità di utilizzo delle fonti, antiche,
moderne e contemporanee.
Non troveremo, nell’ampio, articolato e complesso catalogo
delle opere di Ignazio Gardella, realizzate o meno, nessuna acritica
ripetizione di quanto appreso dalle pagine stampate, quanto piuttosto
la applicazione di certi principi, la rivisitazione in chiave moderna
di singoli elementi architettonici, un sapiente uso dei materiali da
costruzione, una grande perizia nell’ideare il congegno
spazio-strutturale dell’edificio. Elementi riconducibili a
una ampia gamma di esempi, tratti dalle architetture di ogni tempo ma
sempre reinterpretati in chiave moderna e messi al servizio di un modo
di progettare sempre aggiornato e originale.
La ricerca contribuirà non solo ad approfondire le
conoscenze sui rapporti dei Gardella con altre figure centrali di
architetti e ingegneri, ricostruendo, laddove possibile, il processo di
acquisizione dei libri. Ma, più in generale, ad avviare una
serie di riflessioni sui primi anni della sua formazione, fortemente
influenzata dalla tradizione familiare.
Di notevole importanza in questo senso è la sezione di libri
antichi, alcune centinaia di titoli tra cui molti trattati di
architettura e ingegneria (fonte : catalogo dell’Archivio
Privato Gardella, aggiornato al luglio 2017).
La ricerca è stata avviata dallo studio di questa sezione.
La collezione è di enorme interesse. Ne sono parte le opere
dei principali trattatisti, da Vitruvio all’Alberti, da
Palladio a Vignola, da Milizia a Durand, in edizioni importanti,
italiane e straniere. Oltre al trattato di Vitruvio (Daniele Barbaro
1584, Claude Perrault 1684, Bernardo Galiani 1758 e 1790), si contano
numerose edizioni, per lo più sette-ottocentesche, degli
scritti dei grandi trattatisti del Rinascimento. I Quattro Libri
dell’Architettura di Andrea Palladio, sono
presenti nelle edizioni del 1642, 1711, 1828-30. Le Terme di Palladio
di Ottavio Bertotti Scamozzi, in quella in italiano e in francese del
1786. Della Regola
degli Ordini del Vignola, tra le varie edizioni
settecentesche e ottocentesche ricordiamo la versione di Carlo Amati,
del 1805. Nella collezione troviamo anche Le vite di Giorgio
Vasari,1767-72 e i Principi
di Architettura Civile di Francesco Milizia, Opere varie e Raccolte
di G.B. Piranesi, le Opere 1830-1834 di J.J. Winckelman.
Nella libreria sono presenti numerosi trattati di ingegneria. Ma anche
raccolte di disegni e incisioni di edifici classici, o album di carte
topografiche.
Crediamo che la ricerca e lo studio sistematico dell’ampio ed
eterogeneo catalogo di questa biblioteca, potrà contribuire
ad arricchire le conoscenze sulla figura di Ignazio Gardella e sul
tempo in cui operò.