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L'architettura tra Withes e Grays. Strumenti, metodi e applicazioni compositive

Emanuela Giudice

Abstract


Il Novecento dell’architettura ha conosciuto numerosi episodi di dibattito intenso. È il secolo nel quale si sono moltiplicati in maniera esponenziale gli «strumenti discorsivi»: i manifesti, i saggi critici, le riviste, le scuole, le mostre. Così, più ancora che nei secoli precedenti, ha preso piede il discorso intorno all’architettura, sovrapponendosi a tratti all’architettura medesima, alle sue forme e alla sua costruzione. La parola, prendendo il sopravvento, può nascondere allo studioso la forma architettonica, a meno che lo studioso medesimo non ricorra al disegno come strumento di analisi, vero apparecchio scientifico utile a disvelare grammatiche e sintassi di composizioni architettoniche attraverso la tecnica della «lettura compositiva».

Parole chiave


Whites/Grays; Discorso architettonico; USA

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Riferimenti bibliografici


White and Gray. Eleven Modern American Architects, “A+ U”, numero monografico, n. 52, aprile 1975

D’AMATO C., CELLINI F., La costruzione della Strada Novissima, in D’AMATO C., CELLINI F. (a cura di), La presenza del passato, in “Controspazio”, numero monografico, gennaio-dicembre 1980

MENDINI A., Editoriale, in “Casabella”, n. 359-360, novembre-dicembre 1971

LEONCILLI MASSI G., La composizione. Commentari, Marsilio, Venezia 1985

COLQUHOUN A., Architettura moderna e storia, Laterza, Roma-Bari 1989


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