N. 71-72 (2025): Oltre la Scuola. Sperimentazioni sulla trasmissibilità dell’architettura
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Simultaneità. La percezione statica, dinamica e narrativa dell’architettura. Dieci anni di Enter_Vista

Ludovico Romagni
Università di Camerino
Biografia
enter_vista

Pubblicato 2026-06-22

Parole chiave

  • saggio,
  • Realizzazione,
  • Teoria,
  • Psychoaccreditamenti,
  • Video

Come citare

Romagni, L. (2026) «Simultaneità. La percezione statica, dinamica e narrativa dell’architettura. Dieci anni di Enter_Vista», FAMagazine. Ricerche e progetti sull’architettura e la città. Parma, Italy, (71-72), pp. 155–165. doi: 10.12838/fam/issn2039-0491/n71-72-2025/1097.

Abstract

Circa 10 anni fa cominciai a ragionare con Cristiano Toraldo di Francia e Anna Rita Emili su quali potessero essere le nuove modalità di narrazione dell’architettura capaci di rispondere alla pressante richiesta di consultazione open sul web. Avevamo un dogma: differenziarci il più possibile dalla replica cartacea.

Ma quali erano le possibilità tecniche: raccontare l’architettura nella sua percezione dinamica, la simultaneità tra l’immagine in movimento e quella statica, catturare l’idea dalla sua costruzione, incontrare l’autore nell’immediatezza della realizzazione e dello spazio.

Cominciammo con Cristiano a realizzare delle videointerviste che, all’interno delle opere realizzate, raccontavano la formazione, i progetti, la sintesi tra pensiero/produzione teorica e opera concreta, dei singoli autori. L’idea iniziale fu quella di costruire un sito web; un ‘luogo libero' lontano da vincoli di classificazione e accreditamento inadeguati a riconoscere la scientificità di qualcosa che si distaccasse dal normal assay.

Una scelta inconsueta e impopolare con rari esempi virtuosi: Città Bene Comune della storica Casa della Cultura fondata da A. Banfi nel 1946; ci imbattemmo in un sito di giovani ricercatori canadesi sfuitaliadesign.com.

Commisi un errore: convinsi la Emili, spinto da un finanziamento Unicam, a costruire una rivista open access sul web che sperimentasse e ibridasse le forme narrative dell’architettura. Nacque Enter_Vista.  Il focus era preciso: intercettare la difficoltà di produzione teorico/critica italiana a definire una linea in grado di raccogliere e ordinare le ricerche teoriche e progettuali in atto nel nostro paese. Pensiamo che il pensiero teorico non può essere scollegato da una visione del fare e la teoria debba essere indagata sul versante operativo. Abbiamo incontrato architetti ‘bravi’, all’interno di una loro opera laddove ritenevamo si fosse radicato il loro pensiero teorico.

Come si struttura Enter_Vista? Su due percorsi di interlocuzione a velocità differente: uno audiovisivo e l’altro scritto. Nella videointervista si coglie il discorso sull’architettura nello spazio dell’architettura. L’immersione fisica nell’opera rappresenta il tentativo più diretto di veicolare la riflessione teorica sottesa al progetto in maniera meno costruita, più immediata, semplice. Il video agisce sulla simultaneità tra il dialogo, lo spazio e gli elementi dell’architettura, tra la percezione statica dell’immagine fotografica e la percezione dinamica dell’attraversamento dello spazio, tra gli schizzi iniziali e i disegni architettonici, tra la rappresentazione e lo spazio fisico. Il racconto non è progressivo, coerente, non vuole dimostrare; cerca invece di cogliere una sorta di neo-verginità, di essiccazione del ragionamento, di essenzialità del pensiero, di immediatezza e concretezza, di ripartenza fondativa scevra da sovrastrutture. Catturare nelle parole degli intervistati il senso autentico delle scelte, l’essenza. Questo aspetto rappresenta, a mio avviso, la più vivida testimonianza che gli autori donano alla testata.

Al video si affianca una sorta di ‘secondo testo’. Una rassegna di saggi scritti da autori selezionati a cui affidare il compito di amplificare il significato dell’opera cogliendo le strutture più complesse del pensiero teorico, le relazioni culturali ed estetiche. Forse l’aspetto più tradizionale al quale affidare, con qualche fastidio, le rigidità di norme e regolamenti anvurriani che non considerano il contenuto scientifico del video.

Riferimenti bibliografici

  1. https://entervista.unicam.it/