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Ostberg

Östberg e il lascito del ben più vasto Norden
«Non ho più un’anima, l’ho lasciata in quell’edificio che sorge laggiù»1 così disse Ragnar Östberg al giovane allievo Cyrillus Johansson guardando il Municipio di Stoccolma da lontano, anni dopo la sua inaugurazione nel 1923. L’offuscamento della cospicua attività architettonica di Östberg non è dovuta, dunque, solo alla storiografia critica, ma anche all’unicità che ha rivestito per il suo stesso autore la costruzione del Stockholm Stadshuset (1909-1923).
A colmare questa lacuna, presentandoci Östberg in tutte le sue sfaccettature, viene il libro di Chiara Monterumisi, unico testo dopo quello dello storico dell’architettura Elias Cornell (1965) dedicato al pluripremiato architetto (Gold Medal del RIBA nel 1926 e dell’American Institute of Architects nel 1932) nonché fondatore del romanticismo nazionale svedese.
Scegliendo la poco conosciuta, ma molto ammirata, Villa Geber (1911-1913) come contrappunto del monumentale capolavoro di Östberg, Monterumisi ci introduce implicitamente all’opera completa e al personaggio dell’architetto, partendo nel suo libro da un’indagine e da un contestualizzazione su scala ampia del movimento nazional romantico e del suo capostipite, proseguendo con un’analisi della concezione nordica dell’abitare e dei concetti di “casa” e “terra natale” per approdare alla fine all’esame compositivo della Villa Geber, unico esempio di casa a corte nel panorama Nordico2 e alla scoperta nel suo cuore del «giardino pietrificato»3.
Villa Geber, una casa nell’arcipelago, come si legge nel sottotitolo, occupa solo un terzo del volume e la ragione di questa struttura del libro e di una analisi, per così dire, “ad imbuto” sta nella volontà di «fornire le opportune chiavi di lettura e comprensione»4 dell’opera di Östberg e di Villa Geber come «una casa in forma di città»5.
«Come il Municipio è debitore del Palazzo Ducale per molti aspetti, così Villa Geber presenta considerevoli analogie con le dimore palaziali veneziane. [...] Östberg interpreta simultaneamente e quasi pittorescamente quelle caratteristiche delle ville italiane con le tradizioni rurali e medioevali, riuscendo così a dare voce al nuovo spirito della villa inserita nel piano suburbano»6. Così scrive Cornell nel 1965. Avvalendosi delle «analogie epidermiche»7 di Cornell fra Stoccolma e Venezia, Monterumisi va oltre con un’analisi comparative, di natura compositiva e tipologica, fra i due paesi/città evidenziando la sapiente capacità di Östberg di superare la cieca storicizzazione accademica (propria del suo tempo) e di interpretare la tipologia della casa a patio – di chiara origine mediterranea – per accomodarla a necessità e sensibilità contestuali, ma anche “mitologiche”, del Norden, mescolando «gli elementi presi in prestito con tale accortezza e incorporando così sapientemente [...] la migliore qualità di esecuzione edilizia, che il pubblico si convinse che non vi fosse, in ciò, alcuna “ripresa” del passato»8.
E’ questa la grande lezione, utile ancora oggi, che Östberg ci offre e il libro di Monterumisi con maestria ci illustra identificando temi e forme condivise fra la Villa Geber e il Municipio di Stoccolma; come per esempio il tema di una sintassi asimmetrica che può governare la generale composizione, mantenendo «un alto grado di eccezionalità e dignità»9, o la forma della corte come cuore e cortina, dispositivo per l’organizzazione spaziale e sociale tanto nell’edificio residenziale quanto in quello pubblico.
Lo studio del passato, la reinterpretazione della tradizione locale e del genius loci e l’attenzione «che l’arte del costruire non divenga esclusiva pratica meccanica con l’utilità come unico scopo»10 come scrive Östberg nel 1928 sono i cardini che guidano le scelte degli architetti e urbanisti nordici del primo quarto del secolo – che tanto hanno affascinato i loro colleghi italiani (Persico, Pagano, Muratori e altri, come il libro mette in evidenza) – e che rimangono tutt’oggi di grande validità.

Heleni Porfyriou

Note

1 E. Cornell, Ragnar Östberg Svensk arkitekt, Byggmästaren Förlag, Stockholm,1965, p. 31
2 Cfr. C. Monterumisi, Ragnar Östberg. Villa Geber una casa nell’arcipelago, Obliquae Imagines in Edibus, Vicenza, 2017, p. 126.
3 Ibidem, p. 23.
4 Ibidem, p. 23.
5 Ibidem, p. 87.
6 E. Cornell, cit., p. 174.
7 C. Monterumisi, cit., p. 129.
8 Ibidem, p. 19.
9 Ibidem, p. 113.
10 Östberg R., Ny riktlinje, in En arkitekt anteckningar. Bilder och verk av författaren, Bokförlaget Natur och Kultur, Stockholm, 1928, p. 167.



Autore: Chiara Monterumisi
Prefazione: Luca Ortelli
Titolo: Ragnar Östberg
Sottotitolo: Villa Geber una casa nell’arcipelago
Lingua del testo: Italiano (con riassunti in inglese e svedese)
Editore: Obliquae Imagines in Edibus
Caratteristiche: 21x27 orizzontale, 180 pagine, brossura, colori
ISBN: 978-88-97221-51-7
Anno: luglio 2017

Monterumisi

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