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Post-pandemia e morfologia urbana. Prospettive preliminari di ricerca degli impatti spaziali sulla sfera pubblica

Fabrizia Berlingieri, Manuela Triggianese
 




Adattivo, resiliente, reversibile
Nella fase post-pandemica, la questione centrale di “come devono adattarsi le infrastrutture dello spazio pubblico e della mobilità a una regola di distanza sociale di 1,5 metri” è stata affrontata dalle agende socio-economiche in diverse realtà metropolitane. New York City è un caso esemplare per descrivere la sfida in corso sul decentramento degli spazi pubblici (Hu, Haag 2020). La città ha chiuso più di 60 miglia della sua rete stradale promuovendo il decongestionamento dei principali parchi e piazze, all’interno di una struttura urbana estremamente compatta, caratterizzata dalla frammentazione e scarsità di spazi aperti non privatizzati. Sulla base dell’esperienza del progetto Superilles a Barcellona1, nuove piste ciclabili temporanee sono apparse a Berlino, Bogotá e Milano, mentre la Nuova Zelanda è diventata il primo paese a sperimentare l’urbanistica tattica come politica governativa ufficiale durante la pandemia (Reid 2020).
L’urbanistica tattica si evidenzia quale approccio strategico comune per implementare efficaci tecniche di contrasto all’emergenza sanitaria, proiettate verso adattabilità e resilienza ai rischi. Nel contesto europeo, le città di Milano e Rotterdam sono due casi esemplari per quanto riguarda le strategie e gli strumenti progettuali adottati, interessanti perchè diverse nella loro morfologia urbana.

Urbanistica tattica e ambito pubblico. Un’analisi comparativa su Milano e Rotterdam
Il “ritorno ad una nuova normalità” è il motto adottato dal Comune di Milano (2020) nella formulazione di una Strategia di adattamento urbano.
Essa investe in modo preponderante la sfera pubblica, concentrandosi su due aspetti principali: la riorganizzazione di parte della rete stradale urbana e la realizzazione di spazi aperti pubblici alla scala del quartiere2.
Strade Aperte e Piazze Aperte sono azioni intraprese dalla municipalità che riguardano la negoziazione di politiche pubbliche di occupazione del suolo per garantire e ridisegnare servizi comuni gratuiti nella logica della “città in 15 minuti”3. Per quanto riguarda la riorganizzazione della viabilità, la sezione stradale di alcuni viali e delle arterie urbane di ingresso alla città consolidata è stata riformulata con l’introduzione di nuove piste ciclabili e di mobilità lenta, riducendo lo spazio di traffico veicolare a favore di usi promiscui. Nuovi parchi giochi e zone pedonali temporanee sono stati ridisegnati su alcuni raccordi stradali e in spazi residuali delle infrastrutture stradali urbane, grazie ai nuovi limiti di velocità. Le piste ciclabili di Corso Buenos Aires e Corso Venezia, gli spazi pubblici diffusi del Lazzaretto e la riconfigurazione degli spazi di parcheggio sono alcune sperimentazioni adottate per la riqualificazione degli spazi urbani aperti a Milano.
Con gli interventi di urbanistica tattica, l’obiettivo è quello di fornire nuovi spazi come valvole di sfogo sociale per i residenti attraverso riappropriazioni non convenzionali di aree residuali. Le prime azioni sono state promosse soprattutto nei quartieri con scarsa disponibilità di servizi pubblici. Riuso temporaneo e interventi reversibili, in grado di far fronte all’adattabilità del sistema urbano rispetto alla gestione del rischio pandemico, sono due aspetti principali della strategia comunale, con un’attenzione al dialogo e alla consultazione sociale.
In quartieri ad alta densità, con scarsità di spazi pubblici aperti la scelta degli interventi urbani dipende dalle caratteristiche morfologiche della città. Nella logica dello sviluppo sostenibile legata ai nuovi sistemi di mobilità urbana (individuale e collettiva), emerge una nuova tendenza per la città compatta: ridistribuire spazi comuni in modo diffuso, configurando al tempo stesso un modello spaziale meno definito negli usi ma con un apporto qualitativo rispetto all’insieme.
Allo stesso modo, nel Nord Europa dal “lockdown intelligente” al motto nazionale olandese “il distanziamento consente libertà” per le politiche riguardanti gli spazi pubblici aperti e interni, la città di Rotterdam sta elaborando la sua strategia di resilienza urbana e di ripresa dopo la crisi4.
Il comune di Rotterdam da tempo promuove, infatti, un cambio di paradigma nel modo in cui la città è gestita, promuovendo alternative resilienti e iniziative bottom-up attraverso una governance adattiva che comporta il coinvolgimento di più attori nel processo decisionale. Ad esempio, poiché è difficile mantenere una distanza sufficiente gli uni dagli altri nel centro città, il comune sta distribuendo lo spazio disponibile nel modo più equo possibile in stretta consultazione con gli imprenditori per la riorganizzazione delle aree di leasure5. L’infrastruttura sociale della città fatta di spazi verdi, mercati, waterfront e passerelle ha reagito alla fase pandemica ed è diventata propulsiva per adattare rapidamente la struttura urbana alle attuali esigenze di recupero (van Eck, van Melik e Schapendonk 2020).
Attraverso sette nuovi progetti di rigenerazione urbana6, Rotterdam mira a dare più spazio ai polmoni verdi della città, come luoghi pubblici d’incontro, di svago e sport. Dare più spazio a ciclisti e pedoni, alla possibilità di un nuovo grande accumulo di acqua nel centro della città, alla riduzione dell’isola di calore, al rinnovamento urbano e alla densificazione sono temi centrali di questa strategia. La trasformazione della rotonda Hofplein e parte dello snodo trafficato Westblaak in parchi urbani ne è un esempio.
In questo contesto, l’urbanistica temporanea e tattica come approccio strategico da un lato e la ridefinizione del ruolo del governo locale dall’altro, sono strumenti correlati per far fronte alle condizioni create dalla pandemia. I “mercati decentralizzati” proposti dall’ufficio di progettazione di Shift Architecture Urbanism sono un altro esempio7. Essi prevedono la diffusione del precedente modello concentrato scomposto in più micro-mercati che possono essere distribuiti nella città e che sono aperti per un tempo più lungo per evitare ulteriormente assembramenti. Sono attualmente in corso diversi studi su come Rotterdam potrà riprendersi dalla crisi Covid-19, imparare e prosperare8.

Prospettive preliminari di ricerca
La breve panoramica sulle strategie di adattamento post-pandemico a Milano e Rotterdam ha affrontato specifici assetti spaziali che rispecchiano le caratteristiche morfologiche e contestuali delle due città, concentrandosi su densità e spazi aperti pubblici9.
Facendo luce su strumenti e modelli alternativi di riappropriazione dei vuoti urbani, per “creare spazio” collettivo o per rioccuparlo temporaneamente, questo contributo si propone di porre le basi per una più profonda esplorazione sul concetto di “spazio di prossimità” quale nuovo modello di decentralizzazione dello spazio pubblico10. Le soluzioni temporanee adottate facilitano la distanza fisica in caso di pandemie, ma spazi pubblici diffusi e sostenibili di alta qualità, facilmente adattabili alle sfide future, diventano cruciali nel breve, medio e lungo termine per le aree urbane densamente popolate (Honey-Roses, Jordi, et al. 2020).


Note
1 Il progetto Superilles o Supermanzana e la sua attuale fase di esecuzione sono disponibili con aggiornamenti in tempo reale su: https://ajuntament.barcelona.cat/superilles/es/ (accesso 21. 07.2020, 7:00)
2 Due sono i documenti principali pubblicati dal Comune di Milano, Strade Aperte e Piazze aperte, quali azioni esecutive della Strategia di Adattamento relativa al ripensamento dello spazio pubblico in fase post-pandemica, vedi: https://www.comune.milano.it/documents/20126/992518/Strade+Aperte_IT_200430_rev.pdf/a100d04c-6b55-ae74-e0f8-b52563e07822?t=1589460655416
3 Natalie Whittle (Luglio, 17, 2020) “Welcome to the 15-minute city” su: https://www.ft.com/content/c1a53744-90d5-4560-9e3f-17ce06aba69a (accesso 23. 07.2020, 13:27) Il modello si riferisce a “La ville du quart d’heure” sviluppato da Carlos Moreno e attualmente sperimentato nell’area metropolitana di Parigi.
4 Riguardo le misure olandesi di contrasto al CoVid-19: https://www.government.nl/topics/coronavirus-covid-19/tackling-new-coronavirus-in-the-netherlands/public-life (accesso 20. 07.2020, 16:00)
5 Misure di contrasto a Rotterdam: https://www.rotterdam.nl/wonen-leven/coronavirus/ (accesso 20.07.2020, 16:00)
6 Riguardo la descrizione dei sette progetti in corso di realizzazione a Rotterdam:  https://www.rotterdam.nl/bestuur-organisatie/stadsprojecten/ (accesso 10.09.2020, 16:00)
7 Sulla proposta progettuale e di ricerca di Shift Architecture and Urbanism: https://www.stirworld.com/see-features-shift-au-creates-research-by-design-market-to-control-covid-19-contamination2 (accesso 20.07.2020, 16:00)
8 Sugli studi in corso relative all’impatto del Co-Vid 19 nella città di Rotterdam: https://www.ihs.nl/en/news/ihs-vcc-study-impact-covid-19-rotterdam (accesso 20.07.2020, 16:00)
9 Circa la interrelazione tra densità urbana e diffusione della pandemia per il caso americano vedi Richard Florida (Aprile, 3, 2020) “The Geography of Coronavirus” on https://www.citylab.com/equity/2020/04/coronavirus-spread-map-city-urban-density-suburbs-rural-data/609394/ (accesso 08.05.2020, 11:10). La densità urbana mostra limiti e sfide per la progettazione urbana post-pandemia, come indicato da Lloyd Alter (Aprile, 8, 2020) “Urban design after the coronavirus” on https://www.treehugger.com/urban-design/urban-design-after-coronavirus.html (accesso 15.05.2020, 15:50)
10 Oltre gli studi sociali di Georg Simmel e Emile Durkheim sugli assetti spaziali, il riferimento è anche a: Löw M. (2016) 


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