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Recensioni

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Federica Doglio in dialogo con Mirko Zardini.
Un libro-intervista dedicato alle crisi durante una crisi 

Primo numero di Loqui, la nuova collana di interviste tematiche volte a riflettere sulla pratica e la teoria dell’architettura e del design, Dopo le Crisi. 1973, 2001, 2008, 2020 è l’esito di una conversazione condotta via webcam durata mesi, in pieno confinamento da pandemia Covid-19, tra Federica Doglio – autrice del libro – e Mirko Zardini – architetto, autore, curatore e direttore del Canadian Centre for Architecture (CCA) di Montreal dal 2003 al 2019 – .
In poco più di 120 pagine in formato tascabile, copertina flessibile e prezzo contenuto così da poter esser letto ovunque da chiunque si trovi a vivere nella crisi, l’autrice sceglie di intervenire il minimo indispensabile sul testo dell’intervista in modo da garantire un tono colloquiale, limitandosi ad articolarlo in sezioni tematiche, che i titoli permettono di introdurre e comprendere.
Della pandemia globale in corso e del suo impatto, si parla inevitabilmente (continuamente) e forse eccessivamente da più di un anno. Tuttavia la volontà di questo libro-intervista è un altro: il volume non intende proporre una risposta ad eventi tuttora in atto, ma utilizza l’attuale congiuntura come pretesto per riflettere sulla crisi nei suoi molteplici aspetti e significati, per interrogarsi sulle implicazioni per la società e, di conseguenza, per la professione; in un certo senso utilizzando la crisi come paradigma per rileggere la storia degli ultimi cinquant’anni. In questa prospettiva, la stagione che stiamo attraversando non sembra sorprendere né appare come inattesa, ma viene piuttosto riletta all’interno di un sistema articolato e complesso di dinamiche. Per Mirko Zardini infatti “le crisi non introducono nuove idee o paradigmi, ma funzionano come acceleratori di tendenze già in atto.” Gli eventi correnti vengono dunque riletti alla luce di vicende che appartengono ad un passato recente: la crisi energetica che, nel 1973, ha segnato la fine del boom economico e determinato l’inizio di una nuova stagione di riflessioni sui provvedimenti per la salvaguardia ambiente; quella terroristica, nel 2001, che ha portato ad una drastica accelerazione delle politiche di controllo e sorveglianza; e quella finanziaria, nel 2008, che ha prodotto un cambiamento radicale circa la pratica professionale e il ruolo dell’architetto. Secondo l’autore, infatti, in questo momento termina la stagione dell’esuberanza ed inizia il declino di un modello che si è costruito intorno al paradigma dell’archi-star: una riflessione, questa, che nel libro viene ampliata e letta in relazione alla crisi del progetto formativo e delle istituzioni culturali.
Per ogni crisi vengono enfatizzate le ricadute spaziali e sugli stili di vita. In questo senso, dell’attuale crisi sanitaria iniziata nel 2020, viene messa in luce l’inadeguatezza degli interventi urbani e architettonici degli ultimi decenni, dunque la necessità di intervenire per migliorarne la vivibilità e la qualità ambientale.
“Quella che emerge è una crisi della modernità, del progetto moderno e dell’idea stessa di progetto” come anticipa Federica Doglio nelle pagine iniziali.
La contestualizzazione della crisi che emerge dalla pubblicazione evidenzia la profonda riflessione che Mirko Zardini ha sviluppato nel corso della carriera professionale, a partire dalle sue radici ed in particolare durante gli ultimi quindici anni come chief-curator e direttore del CCA, sempre nel tentativo e con l’obiettivo di confrontarsi con i problemi del contemporaneo (l’ambiente, le istanze della partecipazione, la ricerca tecnologica, i temi dell’abitare, le migrazioni, la salute, le ingiustizie sociali), talvolta anticipando dinamiche che si sarebbero poi rivelate corrette.
In chiusura, una bibliografia composta di saggi, libri e brevi note, intende fornire al lettore uno strumento di approfondimento. Qui vengono elencati, privilegiando l’ordine cronologico, tutti i progetti, le pubblicazioni e le mostre citate da Zardini nel corso dell’intervista, così come i testi della sua biblioteca personale, suggeriti ed evocati nel corso della conversazione.
Il successo di questo libro-intervista sta nell’essere tanto diretto e colloquiale, quanto ricco di spunti e prospettive inedite. Da una parte, l’intervistato condivide con grande generosità idee e riflessioni, mettendo a sistema in modo puntuale, preciso e lucido la sua esperienza personale all’interno della storia recente; dall’altra, l’autrice riesce a mettere a proprio agio il lettore, come se di fronte alla webcam non fossero soli.


Claudia Mainardi





Autore: Federica Doglio, Mirko Zardini
A cura di: Federica Doglio
Titolo: Dopo le Crisi
Sottotitolo: 1978, 2001, 2008, 2020
Lingua: italiano
Editore: LetteraVentidue
Caratteristiche: 10x15cm, 128 pagine, brossura, stampa monocromia
ISBN: 978-88-6242-419-6
Anno: 2021


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