FAMagazine. FAM. Research and project on architecture and design

Progettare l’inabitabile. Riflessioni sullo spazio delle relazioni

Giovanni Comi

Abstract


Pensare la città post Covid-19 rappresenta un’opportunità per una riflessione che partendo dalle differenze insite in ciascuna città, dalla conoscenza della sua storia, del suo passato, analizzi criticamente la frattura concettuale operata dalla globalizzazione. Interrogarsi sul modo di abitare lo spazio, sia esso privato che pubblico, è necessario per leggere gli opposti piani su cui si costruisce la città. La “capacità di abitare” si costituisce quindi in quanto qualità immanente dei luoghi, proponendo soluzioni che stabiliscano gradi di “collaborazione” tra edificio e spazio urbano e forme di relazione che la città contemporanea non sembra più in grado di produrre: quindi maturando una “visione ambientale preveggente” e recuperando l’esigenza etica di immaginare la città oltre la contingenza.


Parole chiave


inhabit; urban space; city

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DOI: http://dx.doi.org/10.12838/fam/issn2039-0491/n52-53-2020/529

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