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Mundus. Fundus. La fossa che connette sotterraneo e celeste

Roberta Esposito

Abstract


Il contributo affronta l’antico rituale di propiziazione collegato al mundus quale fossa di fondazione della città romana e, al contempo, dimensione architettonica in grado di stabilire una connessione tra il mondo infero dei morti e il mondo superno dei vivi. La profonda cavità dalla sezione circolare è, in altre parole, la traduzione formale dell’atto di creazione urbana che trasforma il caos in cosmo e dell’unione necessaria tra la terra e il cielo. È, difatti, solo attraverso la relazione e la convivenza fra il mondo passato e il mondo presente che diventa possibile trovare ispirazione per il futuro.

Sostanzialmente, tramite l’insegnamento contenuto nella costruzione del mundus, l’obiettivo dello scritto è quello di sostenere che attraverso l’Architettura, dunque la manifestazione della forma, la vita umana può aspirare all’eternità.


Parole chiave


mundus; sotterraneo; celeste

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DOI: http://dx.doi.org/10.12838/fam/issn2039-0491/n57/58-2021/710

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