Pubblicato 2013-05-05
Parole chiave
- Brutto,
- Figurazione,
- Composizione architettonica,
- Lina Bo Bardi,
- Arte popolare
- Tecnica ...Più
Come citare

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Abstract
Il contributo recensisce il volume di Luciano Semerani e Antonella Gallo dedicato a Lina Bo Bardi e al SESC-fàbrica da Pompéia, assumendo il "diritto al brutto" — espressione della stessa Bardi — come categoria critica per ripensare il linguaggio dell'architettura. Attraverso la riflessione sull'arte popolare del Nordest brasiliano, il testo esplora il rapporto tra figurazione, composizione e responsabilità civile, contrapponendo una concezione organica e meticcia della tecnica alla logica feticistica del mercato. Il SESC di Pompeia emerge come paradigma di un'architettura capace di radicarsi nell'originario e di restituire dignità all'imperfezione, al corpo, alla vita collettiva.
Riferimenti bibliografici
- Semerani L., Gallo A., Lina Bo Bardi. Il diritto al brutto e il SESC-fàbrica da Pompéia, CLEAN, 2012
- Bo Bardi L., Tempos de grossura: o design no impasse, Instituto Lina Bo e P. M. Bardi, 1994
