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I territori dell'analogia. A cominciare da Oswald Mathias Ungers

Francesco Sorrentino

Abstract


L’articolo affronta il rapporto tra l’analogia e la disciplina architettonica, tenta di indagare cioè, anche attraverso l’esempio di architetti e di architetture, le qualità “interne” ed “esterne” alla scrittura architettonica del processo analogico. L’analogia, infatti, implica da un lato uno stretto rapporto con la disciplina e con i suoi dispositivi costitutivi, con la storia (l’architettura analoga dell’architettura), dall’altro, introducendo all’interno dell’elaborazione progettuale dinamiche soggettive, legate alla memoria e all’immaginazione, essa suggerisce anche connessioni esterne al campo dell’architettura, con la natura, con l’arte, con il paesaggio. Attraverso l’analogia è possibile ripercorre secondo un’angolatura originale i caratteri autonomi ed eteronomi dell’architettura.

Parole chiave


Città analoga; Composizione architettonica; Ungers

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