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Museo. Lo spazio della grazia

Ildebrando Clemente

Abstract


Il museo inteso come deposito di memorie da custodire e tramandare ha felicemente nutrito nel corso del tempo il significato intrinseco dell’architettura. Per mezzo dei musei l’architettura contemporanea è riuscita a esprimere straordinarie potenzialità formali, costruttive ed espressive. Il museo, come architettura autonoma, sorge nel momento in cui Hegel, nelle Lezioni sulla filosofia della storia redatte tra il 1821 e il 1824, dichiara il compimento del percorso storico dello spirito europeo. Nelle Lezioni Hegel pone in evidenza un fatto decisivo per la nostra esperienza storica. Noi ci accorgiamo delle cose, dice Hegel, quando esse giungono al tramonto. A quel punto possiamo soltanto rammemorare ciò che è stato.
Tuttavia il passato - il già stato - per quanto riepilogato, schematizzato e riorganizzato attraverso un sapere astratto e concettuale, continua a popolare gli spazi della nostra interiorità e della memoria collettiva e continua a riemergere ancora oggi come agente premonitore d’inquietudini rivelative. In altri termini il Museo appare ai nostri occhi come un formidabile agente premonitore d’inquietudini rivelative.


Parole chiave


Museo; Monumento; Simbolo

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DOI: http://dx.doi.org/10.1283/fam/issn2039-0491/n50-2019/305

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